LA CASTELLUCCIA

(voce di donna anziana)
Te porto a sperdere miezo e campetti
ma t’issa credere che ‘o faccio mo.....
no stanotte co’ scuro quanno te mitte cchiù paura


(voce narrante di bambino)
Così mi dicevano quando di domenica non onoravo la tavola e morivo dalla voglia di andarmene....


Saranno voci senza volto a sorprendere tutti e a rompere il silenzio del “bosco vecchio”, giunti davanti alla Castelluccia.
L’edificio fu realizzato tra il 1769 ed il 1773, per il divertimento del giovane Ferdinando IV, che lo utilizzava per organizzare finte battaglie terrestri.
La Castelluccia è circondata da un fossato, nel quale confluisce il canale proveniente dalla “peschiera grande”, e comprende il piccolo castello, i giardini e le “fabbriche” che sorgono su un’isoletta in posizione sopraelevata rispetto al livello del bosco. Fra le piante e i fiori che ornano l’edificio emergono delle imponenti camelie la cui fioritura inizia già alla fine di gennaio.
Gli interventi di restauro dell’edificio hanno riguardato il recupero della veste ottocentesca, della flora e delle sue originali e preziose fabriques.
Ma l’aspetto di maggior interesse dell’intervento complessivo è, senza dubbio, il restauro del fossato della Castelluccia, del cosiddetto “canale retrano” e del canale di collegamento dell’intero sistema alla Peschiera Grande: un attento intervento di riconfigurazione delle sponde in finta roccia, dei ponti e della primitiva sistemazione paesaggistica, ha consentito il recupero di una delle più suggestive e preziose architetture del bosco.


“Questa è la magnifica Castelluccia
edificata nel bosco vecchio degli Acquaviva
dove il re Ferdinando bambino veniva
per dar vita alle battaglie terrestri
così nomate per non esser scambiate
con quelle navali alla peschiera
dove vedrete i fuochi finali di questa sera…”